E’ una prestazione economica corrisposta solo al coniuge e ai figli, alle condizioni previste dall'art. 85 T.U. (rendita ai superstiti), in caso di decesso del titolare della rendita diretta avvenuto per cause non lavorative ed erogata:

  • per gli infortuni sul lavoro verificatisi fino al 31 dicembre 2006 e le malattie professionali denunciate a decorrere dalla stessa data, con grado di inabilità permanente non inferiore al 65% riconosciuto dall'Inail secondo le tabelle di valutazione allegate al Testo unico n.1124/1965. 
  • per gli infortuni sul lavoro verificatisi dal 1° gennaio 2007 e le malattie professionali denunciate a decorrere dalla stessa data, con grado di menomazione all'integrità psicofisica/danno biologico non inferiore al 48%, riconosciuto secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000. 

La prestazione è erogata a condizione che gli aventi diritto non percepiscano rendite, prestazioni economiche previdenziali (pensioni) o altri redditi (escluso il reddito della casa di abitazione), di importo pari o superiore a quello dell’assegno speciale.

La somma globale degli assegni che spettano ai superstiti non può superare l’importo della rendita diretta percepita in vita dal titolare, per gli eventi fino al 24 luglio 2000 riconosciuti in regime T.U, e non può superare la quota di rendita percepita per le conseguenze patrimoniali della menomazione, per gli eventi dal 25 luglio 2000 riconosciuti in regime danno biologico. In caso contrario gli assegni vengono proporzionalmente adeguati. Nel caso di redditi di importo inferiore all’assegno, l’Inail corrisponde la differenza fra i due importi.
L'assegno è soggetto alla rivalutazione annuale dell'importo.
Prestazione non soggetta ad IRPEF.
  • Coniuge e figli dei lavoratori già titolari di rendita diretta, deceduti per cause indipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale.
La domanda deve essere presentata all'Inail dall'interessato entro 180 giorni  (termine decadeziale) decorrenti dalla data di ricevimento della comunicazione dell'Inail con cui l'Istituto li informa della loro facoltà di avanzare tale domanda.

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