È una prestazione economica erogata dall’INAIL che indennizza, a decorrere dal 25 luglio del 2000, il lavoratore infortunato, o che abbia contratto una malattia professionale, delle conseguenze inabilitanti derivate dalle menomazioni all’integrità psicofisica/danno biologico riportate dall’evento lavorativo di grado compreso tra il 16% e il 100%.

Non è soggetta a tassazione IRPEF, ed è erogata per tutta la vita a condizione che nell’arco di tempo in cui è possibile la revisione dello stato inabilitante la menomazione non scenda al di sotto del 16%. E’ soggetta alla rivalutazione annuale dell’importo a decorrere dal 1° luglio di ciascun anno.

L’importo complessivo della rendita è composto di due quote:

- una quota che indennizza il danno biologico provocato dall’infortunio o dalla malattia professionale, commisurata solo alla percentuale di menomazione accertata. L’importo è fissato secondo la “Tabella indennizzo danno biologico in rendita” di cui al D.M 12 luglio 2000.

- una quota che indennizza le conseguenze patrimoniali che la menomazione produce sulla capacità dell’infortunato o tecnopatico di produrre reddito con il lavoro, commisurata al grado accertato e a una percentuale della retribuzione percepita dall’assicurato calcolata sulla base del coefficiente indicato nella “Tabella dei coefficienti” di cui al citato D.M.

La rendita è soggetta a revisione da parte dell'Inail, o su richiesta dell'assicurato in caso di aggravamento dei postumi residutai, alle scadenze previste dalla legge entro i limite di:

  • 10 anni dalla data di decorrenza della rendita da infortunio ( art. 83 T.U.)
  • 15 anni dalla data di decorrenza della rendita da malattia professionale (art. 137 T.U.).
  • senza limiti se trattasi di rendite costituite per silicosi e asbestosi (art. 146 T.U.)

La revisione può comportare l’aumento/diminuzione/cessazione della rendita stessa, ovvero il riconoscimento dell’indennizzo in capitale.

L'importo della quota patrimoniale della rendita, inoltre, è aumentata del 5% in presenza di coniuge/unito civilmente e per ciascun figlio risultato a carico aventi i stessi requisiti disposti per la rendita ai superstiti, di cui ai nn. 1 e 2 dell'art. 85.T.U. Le quote integrative hanno natura indennitaria, pertanto, non essendo assimilabili agli assegni familiari, sono cumulabili con altri trattamenti di famiglia.
 
  • Ai lavoratori a cui è stata riconosciuta la causa lavorativa dell’evento, infortunio o malattia professionale, la cui menomazione risulta essere compresa tra il 16% e il 100%

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