Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio, anche in caso di adozione o affidamento di minori. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice percepisce un’indennità economica sostitutiva della retribuzione pari all'80% della retribuzione giornaliera calcolata sulla base dell’ultimo mese di lavoro. In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità, il diritto all'astensione dal lavoro ed alla relativa indennità spettano al padre (congedo di paternità).

Il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro comprende: 
  • Prima del parto: 2 mesi precedenti la data presunta del parto (salvo flessibilità) e il giorno del parto. 
  • Dopo il parto: 3 mesi dopo il parto, anche in caso di interdizione Anticipata (salvo flessibilità); i giorni compresi tra la data effettiva del parto e la data presunta se il parto avviene prima della data presunta (tali giorni si aggiungo al periodo di congedo dopo il parto); i giorni compresi tra la data presunta del parto e la data effettiva se il parto avviene dopo la data presunta. 
La maternità con la flessibilità può essere richiesta il mese precedente la data presunta del parto (massimo 30 giorni); il rilascio del certificato del medico specialista del ssn e del certificato del medico aziendale o dichiarazione del datore di lavoro da cui risulta che non esiste l’obbligo di sorveglianza medica deve necessariamente avvenire entro la fine del 7° mese di gravidanza, il rilascio tardivo delle certificazioni non consente l’invio della domanda con flessibilità.
Dopo il parto il congedo può essere prolungato fino a 4 mesi.

Il congedo di maternità spetta: 

  • a  tutte le lavoratrici dipendenti; 
  • alle disoccupate o sospese a condizione che non siano trascorsi più di 60 giorni tra la data di inizio della disoccupazione o sospensione dal lavoro e la data di inizio del congedo di maternità;
  • alle Disoccupate che hanno diritto all’indennità di disoccupazione anche se sono trascorsi più di 60 giorni tra la fine del rapporto di lavoro e l’inizio del congedo di maternità;
  • alle disoccupate che percepiscono Naspi; 
  • alle lavoratrici Agricole con almeno 51 giornate di lavoro agricolo nell’anno precedente quello di inizio del congedo di maternità o nello stesso anno del congedo ma prima dell’inizio del congedo stesso; alle lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) con almeno 26 contributi settimanali nell'anno precedente l’inizio del congedo di maternità oppure 52 contributi settimanali nei due anni precedenti l’inizio del congedo stesso; 
  • alle lavoratrici a domicilio (art. 61 T.U.) 
  • alle lavoratrici LSU o APU attività socialmente utili o di pubblica utilità di cui all’art. 65 delT.U). L’interdizione anticipata viene disposta dall'azienda sanitaria locale (per gravidanza a rischio) o dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili). Il congedo di maternità spetta: 
  • alle artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, iscritte alla gestione dell’INPS in base all'attività svolta ed in regola con il versamento dei contributi anche per i mesi compresi nel periodo di maternità. L’indennità può essere richiesta solo dopo il parto, anche nei casi in cui l’iscrizione alla propria gestione sia avvenuta successivamente la data di inizio del periodo indennizzabile per maternità a condizione che ci sia l’effettiva copertura contributiva del periodo indennizzabile per maternità. L’indennità non comporta l’obbligo di astensione dall'attività lavorativa autonoma. L’interdizione anticipata viene disposta dall'azienda sanitaria locale (per gravidanza a rischio) o dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili). Il congedo di maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e il periodo successivo al parto. Durante il periodo di assenza obbligatoria la lavoratrice percepisce un’indennità economica sostitutiva pari all'80% di 1/365 del reddito derivante da lavoro subordinato.

La domanda di maternità deve essere presentata attraverso il servizio dedicato: una domanda prima del parto ed una domanda dopo il parto per comunicare la data effettiva di nascita del bambino.

Documenti da allegare alla domanda pre-parto: 
  • Documento di identità;
  • Certificato medico di gravidanza indicante la data presunta del parto rilasciato dal ssn o da un medico convenzionato con il ssn; 
Documenti da allegare alla domanda post-parto: 
  • Certificato di nascita. 
Documenti da allegare alla domanda di maternità anticipata:
  • provvedimento di interdizione anticipata rilasciato dal servizio ispezione della direzione provinciale del lavoro (per mansioni incompatibili) o dalla asl competente (per gravidanza a rischio). 
Documenti da allegare alla domanda di maternità per le lavoratrici autonome: 
  • Documento di identità; 
  • Certificato di nascita;
  • Mod. SR163 timbrato e firmato dalla banca/posta. 
Documenti da allegara alla domanda di maternità per le lavoratrici iscritti alla gestione separata:
  • Documento di identità; 
  • Certificato di nascita; 
  • Mod. SR163 timbrato e firmato dalla banca/posta;
  • Dichiarazioni presentate ai fini fiscali relative all’anno in cui ricadono i 12 mesi di riferimento
  • Mod. F24 che attestano l’effettivo versamento dei contributi per i periodi interessati

Se hai bisogno di informazioni aggiuntive prima di richiedere la pratica, puoi chiederle al nostro servizio di assistenza.

 

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